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cinema indipendente su google plus

Filmmaker che non hanno fatto grande il cinema con piccoli film (età beta)


Film? Trailer? Clip? Video? Corti? Short? Perché "mai realizzati e mai visti"?


capire il cinema

Il cinema (di)spiegato al vento.
Il cinema ci mena. Il cinema, fino a prova contraria, è l’attimo fuggente, ma per molti l'avventura si trasforma in un'attrazione fatale: l'uomo con la macchina da presa (ma anche — ch'e Dio creò — la donna che visse due volte), non necessariamente l’artista, raramente è sfiorato da l’ombra del dubbio che questa ossessione possa diventare un ascensore per il patibolo. No, egli vede orizzonti di gloria — là, al di là della nuvole (ma che cosa sono le nuvole?...), oltre quell'ultimo ponte, dove la terra trema e piovono pietre, spesso imbocca la strada che (la nona) porta a una via dalla pazza folla, maratoneta percorre a perdifiato sentieri selvaggi, fino all’ultimo respiro, per raggiungere che? L’inevitabile viale del tramonto, cari amici miei.
Malgrado il suo decalogo detti: primo: essere (John Malkovich); secondo: memento mori... — "Mi ricordo, sì, io mi ricordo" — "E non interrompermi..."; terzo: uomo, sappi: da marciapiede solo chi cade può risorgere; quarto: potere è non dover mai dire mi dispiace; quinto: elemento; sesto: San Giovanni decollato da Malpensa... ehm... (Honni soit qui à mal de panse!); Se7en: Se7en, appunto, o morto (che parla?) senza il 4; 8:.. non mi sovviene... 8 ½ ... Ma forse zivago... Vado via, col vento in poppa... Porto delle nebbie a chi ne ha bisogno... "Nebbie, nebbia, extra, read all about it, chi vuole nebbia fresca?..."

"Stop, ferma, basta: questa l’è da rifare. Per la miseria e nobiltà!"

Sorvino scivola dallo zerkalo e rovina a terra.


"Ma che ti prende? Sei diventato Mattoli?"
"Volevo dare un aiutino con le chiuerds..."

Si ricomincia. Abbiate pazienza... Take it away, Johnny!



E ora qualcosa di completamente diverso

Enter E. Johnny "prese-il-fucile" Rotto
, indie filmmaker, che, nonostante il nick nolte, non è uno che le spara grosse. Tipetto ponderato. Ma tormentato, non proprio un uomo tranquillo. Il cognome non è colpa sua. (La “E.” per qualcosa starà: E per Endetta?).

M Il mostro di Düsseldorf Fritz Lang  Joseph Losey « All’inizio dell’MM (che non è Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang con remake di Joseph Losey, ma è così che noi chiamiamo il 2000 per accorciare: noi siamo per farla breve, si sarà capito) un gruppo di cineasti disperati — alcuni praticamente desperados causa una decennale cura a base di Quentin Tarantino che li portò più di una volta davanti al giudice, tanto erano intrisi di filosofia sparatoria e macellara, e da lì a familiarizzare con il weekend jail, in ciò antesignani della Lindsay Lohan quando la teen-ager si limitava a sniffare la benzina dei motorini, abitudine che non prevede rehab —... si diceva: questa band of brothers multinazionale di malincolti, seppur medio-altamente colti grazie ai corsi, ricorsi e stracorsi di cinematografia in senso lato frequentati (molti serali), capìta l’antifona "no mainstream for cats" (per non parlare delle slammate di porte in faccia ricevute dalle cricche "indie", nel gergo della compagine referred to as "torte in faccia" per rendere meno doloroso l’evento), non per questo se ne fece una rassegnata ragione.

(Continua) ►


Trailer e clip dei più bei film mai realizzati

(Clicchettando sull'immagine relativa a clip, il video-filmino si aprirà in un'altra finestra sul cortile della cinematografia).

soldato blu Wild is the WindWild is the Wind, Soldier Blue! (Selvaggio è il vento, soldato blu!)

Due film in uno, come intuirono alcuni oscuri, sedicenti critici cinematografici (i soliti ignoti) dell’opera dei nouveaux cineasti del Web, rimarcando criticamente e con non senza acume che doveva trattarsi di una parodia; per non deludere nessun truista (no typo, no turista) per caso, la prima metà del titolo della clip deve un sacco bello all’omonimo lungometraggio di George Cukor (con protagonisti Anna Magnani, Anthony Quinn, Anthony Franciosa) del 1957, mentre la seconda è pacificamente in debito con Soldato blu (Soldier Blue), regista Ralph Nelson, 1970, (attori principali la bella e scaltra Candice Bergen, l’innocente, impacciato ma valoroso Peter Strauss e il perfido Donald Pleasence). Gli ignoti critici, nell’alludere alla faccenda delle parodie, non erano lontani dalla verità.

Play it Again, provaci ancora Sam Woody AllenPlay it (Again), Sam (“Play As Time Goes By”)
Provaci ancora tu

Dice: “Il film di Woody Allen? Il cinema che poi paròdia (si dice 'paròdia'?) Casablanca?”.
Ma no, no... (intanto in questo caso non si dice "il cinema"... mi sembri un buzzurro...) cosa abbiamo premesso a fare nella nostra premessa? È la breve storia di un pianista (mica il pianista di Polanski) che sente (o crede di sentire) le voci: quella di Ingrid Bergman (che può ascoltare anche lo spettatore del trailer / clip o short completo, a questo punto) e quella di Humphrey Bogart — che però lo spettatore non sente, causa l’afonia causata a Bogie dalle sigarette. Il nome del pianista è Cidrolin (Sam è solo un nome d’arte): è francese (sicché dovremmo dire che il suo è un non de plume), non è mai stato a Casablanca, ma ha contato il numero delle sigarette che Humphrey Bogart ha fumato (o almeno acceso) nei suoi film: 18.844, di cui solo 129 con filtro. Ma il trailer / clip si propone di far interagire lo spettatore: il filmino è interattivo laddove il suo scopo è fare in modo che il pianista si renda conto che l’attacco di As Time Goes By non ha nulla a che vedere con la musica che esegue. A te (posso darvi del tu, anche se so che siete milioni?) il compito di farlo smettere (perché chi non smette gli vengono le dita di un giallo ma di un giallo... anzi noir, come a Bogie, che tanto cosa vuoi che gliene cali) e scoprire se Ilsa Lund (aka Ingrid Bergman, appunto), con la sua suadente voce, riuscirà anch’ella in tale intento.
Altro scopo — mica tanto secondario — di questa effimera clip, è quello di far tacere Ilsa Lund. Provaci (ancora) tu... (ma che, sei Sam tu?... ah, volevo ben dire...). Una nota: da notare che le note visibili nel fumetto sono tecnicamente corrette.

video parodia di Chef 2014Chef
Primo esempio al mondo di parodia di un film non ancora uscito nelle sale e che pochi (solo attori, regista-sceneggiatore e maestranze) hanno visto. Come se non bastasse, questa (o questo: poi scegliete voi la concordanza) video clip è stata realizzata / stato realizzato in tempi non sospetti (erano tempi belli, buoni e incensurati... intorno al 2014 meno 10). Ma già noi, con notevole chiaroveggenza, si immaginava che prima o poi qualcuno avrebbe girato un film su uno chef. Sicché: mani avanti e petto in fuori e affidiamoci all’immaginazione — anche perché l’IMDB per sbottonarlo devi sganciare. È molto probabile che il film tratti di un cuoco ciarliero (interpretato da Robert Downey Jr. o forse Dustin Hoffman), che parla, parla, parla e non combina granché. (Ma sentite che trama!…). Spesso e volentieri questo chef coi contro-clip appare in TV in trasmissioni tipo “Mezzogiorno di cuoco”, “La prova del cuoco”, “Quel ceffo di chef”, “Chef Guevara”, o altri cooktainment very cool-in-air, e prepara certi piatti che se non hai i baffi per leccarteli non resisti a farteli crescere o a indossarne di finti.
Piatti, abbiamo detto: lui prepara i piatti di ceramica, ma poi il contenuto ce lo deve mettere, per esempio, la Clerici — interpretata dalla brava Scarlett Johansson — oppure la Parodi (interpretata dalla Sofía Vergara... è brava anche lei?... ma sì, dài). E intanto lui parla. (Tipo quel toscano, il cuoco di D'Alema... mmm... bel titolo per un film giallo, kind of, no?)
Ma viene il bel giorno che le tipe della TV si stufano e, prendendo — come loro si conviene — la situazione di petto, decidono di averne abbastanza (e qui il film assume una piega fantascientifica-horror) dello chef Downey / Hoffman o chi per lui. Una delle due (la Johansson o la Vergara) si trasformano in un mostro alla Ed Wood e, mentre lo chef dà uno dei suoi imperdibili consigli, compiono la loro tremenda vendetta. Ma altro non vi anticipiamo. Già questa pappardella è più lunga del clip-trailer.
Ah, il video è in inglese, ma con i sottotitoli in italiano — anzi, i lato-titoli...

Santana Satana Sartana horror esorcistaVadi retro, Santana!
(Originariamente, nell’indecisione fra un western e un horror, Vade retro, Satana o Vieni avanti, Sartana)
Una filmina in bianco e nero, con un po' di giallo (questo)

Difficile sfida all'O.K. Corral con il cinema muto.Ma questa clip è molto di più di un film muto: primo caso di musical muto per cause di forza maggiore. La colonna sonora era stata affidata alla mel gibson di Carlos Santana (gran brava persona), che poi tirò indietro l’affare serio (che personaggio...) senza spiegazioni e senza paura, tanto non si era provveduto a stilare un regolare contratto con il musicista californicano. Senza musica, senza il supernatural secret chord progression del più grande chitarrista del mondo noto, si optò prima per un silenzio parziale alla Ingmar Bergman (partial tystnaden) e infine, per non lasciare le cose a metà, la scelta fu il silenzio totale, con effetto positivo sul già low-budget dato il risparmio su eventuale doppiaggio. Il risultato fu un effetto notte molto dark, il monologo al telefono del protagonista (l’esorcista Padre Emorth, novello Klaus Kinski, a colloquio con Fra' Diavolo-Santana in perfetto romanesco), un esercizio di stile e bravura cinematografica inferiore solo alla Anna Magnani voce umana di Cocteau e superiore solo a quello di Ornella Muti nel remake della Magnani voluto da Citto, ma soprattutto un caso più raro che unico di esorcismo telefonico. Il film corto ma mica tanto, infarcito di citazioni (dagli Stanlio Laurel e Ollio Hardy di Fra Diavolo e Satana al Pupi Avati delle finestre che ridono perché la mamma ha fatto i gnocchi, fino alla fine del mondo, all’Armageddon, all’Apocalypse Now, subito, alla svelta, che nun ciò tempo da perde, a ogni sorta di disgrazia, cataclisma, catastrofe), è fruibile a vari livelli. Anche terra terra. Ma in ultima analisi, in ultima sintesi e in ultimo tango a Zagarolo, è una tremenda vendetta ai danni del samba-pa-ti-to fedifrago, protagonista subliminale invisibile insieme al visibile e vivace (malgrado il nome) Padre esorcista, incisivo anche di dente. (Interessante la tematica allusiva alla reintroduzione dell’aglio, olio e peperoncino negli esorcismi).

PS: Dice: "Cos'è sta storia di parlare al telefono in un film muto? Ciavete i sottotitoli?" — Dico: "Sottotitoli? Semmai i sopra-titoli, cioè ci stanno i fumetti, no?..." — "Ah, i fumetti... mo' ho capito abbastanza".

amarcord brisa felliniA m’arcord brisa
La situazione che nel film di Fellini vedeva Ciccio Ingrassia salire su un albero gridando “Voglio una donna!” si inverte in modo divertente e paradossale.
Ma serviva questa sciocca precisazione? Sì, lo si sa noi perché

PS: Senti, bello: qua c'è tutta una storia che te la riccomanno, Clicchetta