«¿CHE COSA C'È?
Storie medio-corte per farla breve · In progresso · Ventura
«LEGGI e/o SCARICA 5 racconti * da
REMAKES (CIGOLI)
*Mauro Pascolat
Ventuno episodi (o situazioni-caratteri nonché possibili microsceneggiature comicomelò) di puro intrattenimento dopocena — godibile altresì in ogni altro segmento del quotidiano dove auspicabilmente non si partecipi più del tempo — per porre al bendisposto lettore la dolorosa domanda: «Che cosa si può dire che non sarà già stato detto?»
Segretamente, discretamente attivo in background (oserà impadronirsi della scena solo per poche e sante parole), Emilio Cigoli, per quasi mezzo lungo secolo del secolo breve maschera vocale massima di ogni sorta di maschera visiva filmica e perciò rifacitrice di se stessa, è il prescelto vigile della diligente riesecuzione di ventuno rapsodie eventuali. Vogliamo immaginare, se non una risposta, una considerazione di Cigoli stesso alla dolorosa domanda? «Una nota, un sospiro, un fischio, un piccolo grande bang, rimedieranno un giorno alla nostra smania di dire e ridire, fare e baciare. Niente allarmi, però: accadrà in uno dei soliti remake della nostra vita».
Ma ora che proprio il tempo, questa invenzione senza futuro, pare stringere peggio che una tenaglia, è meglio spicciarsi, fratello mio che tieni il sacco: in fretta, si va! prima del rischioso qualificarsi dell'«o che dir si voglia».
© 2009, Lampi di stampa" (collana TuttiAUTORI)
, pp. 122, ISBN: 9788848808125.
I RACCONTI DA SCARICARE (.pdf e .pdb * per palm os):
Il triste canto (Pinkfinger)
(Incipit): Quando al tenore venne il raffreddore e lui ideò, diffuse e fece diffondere il seguente paragone (lui definendolo "paragone"): "Paragono questo male alla morte", e il paragone fu immediatamente condiviso da parenti stretti e stretti collaboratori strettiglisi intorno a chiasmo, mentre da altre parti gli giunsero segni di stima e di solidarietà sotto forma di consolazione "Non esagerare" oppure "Non esageri", e il tenore diede loro un'interpretazione personale, così come era abituato con le Opere, e li interpretò prima come un vago scorno, e poi, in successive versioni dell'interpretazione, finì per considerarli un'offesa, e, isolato nel suo maniero, tagliò i fili con l'esterno, indicendo il silenzio stampa, il rifiuto di messaggi telefonici, epistolari, telematici, però si servì ancora dei propri fidati collaboratori — uno o due — perché continuassero a diffondere il paragone che aveva ideato, "Paragono questo male alla morte"; e quando i fatti sembravano cominciare a dargli ragione (...)
Scarica / leggi il racconto in formato .pdf
Nonne
(Incipit): "Non agitarti, nonna: penseremo noi a te". Ognuno a modo suo. Eccoci, nonna: me, cara e bambini e questo nostro motto. (Vedi, dico a cara, si è come ricavata una trincea dietro le cose da portarsi appresso, bagagli e oddi e soddi come sacchi di sabbia in prima linea. Ora che fa? Guarda, guarda adesso, invece: direi proprio che sembra inginocchiarsi
davanti a un altare — quel letto. Che ne dici, cara? Come arrivano in fretta certi momenti. Viene anche questo momento. Perché lo fa? chiede bambino. Perché nonna è triste in un simile momento, ecco perché, spiega cara, che lo carezza e poi lascia l'incombenza a maggiore — lunga e ancora sproporzionata. Occupiamoci di qua, noi, aggiunge). Sì, dico a nonna, immaginiamo che con il blocco di marmo ancora vivo che ti ritrovi sulle spalle, nonna, sia difficile, così, quasi da un giorno all'altro, alzare bandiera bianca di fronte a questo nostro motto. (...)
Scarica / leggi il racconto in formato .pdf
E tutto quello che accadde poco prima (Ora Apocalisse)
(Incipit): Nell'intervallo tra la sesta e la settima campanella, Giovannin Senza Paura schiaccia con disprezzo la sigaretta contro la parete. Strascina il mozzico sfrigoloso giallo giù lungo il muro istoriato di ben altre sporchezze, tratteggia arabeschi insensati, poi... poi divisa nel folle frullo della mente l'oscena scritta cinerina... Indugia, vacilla, tentenna... Sta per scrivere, ma... ode una voce: "Sigilla la bocca della mente! Non scriverlo!" (...)
Scarica / leggi il racconto in formato .pdf
Il sacrificio dell'Uomo Forte
(Incipit): L'Uomo Forte, quando svolge per bene la parte che gli compete, ci attacca un brivido da incenerirci le ossa. La nostra reazione immediata è un orgasmo ingovernato, ossia la fiammata violenta della felicità; ma, insieme, anche dispetto per il tempo che i nostri pochi anni ci hanno fatto perdere, con commiserazione della nostra poca vita, e l'intensificarsi del desiderio di rinnegare la nostra stirpe. In questa controversa fase eroica, l'Uomo Forte, chiamatici un giorno a raccolta, si impegna a coprirci le spalle con la sua promessa di lealtà senza pretese contropartite; solo allora, per forza di quell'intervento sedativo, i nostri turbamenti segnano il passo, la nostra diffidenza s'infiacchisce, decidiamo di cessare di vivere a un bivio, infine afferriamo l'incertezza per le corna e la domiamo (...)
Scarica / leggi il racconto in formato .pdf
Remakes (Cigoli)
(Incipit): "Ecco, vedi", dice Novella Douglas in lacrime, "non potrò più andare a Parigi". E Kid Douglas si beccherà due schiaffe in faccia, nette, dalla ex moglie. Ma per allora egli si troverà in pieno remake della sua vita.
"La cornetta è una parte di me", dice Kid, passando il dorso della mano sul filino di sangue che gli è nato all'angolo della bocca. Una smorfia gli stiaccia il viso, Kid si caccia la cornetta in bocca, con celere lavoro di lingua insanguinata e labbra insalivate sul bocchino, e intona un blues debordante da ogni canone, precipita dalla poltrona, rotola sino alla base dell'abat-jour, cui si aggrappa con una mano, trascinandosi addosso il tutto, che si disillumina. (...)
Scarica / leggi il racconto in formato .pdf
Scarica i cinque racconti in formato pdb (zip - 30,5 kb)
TUTTI I TITOLI CONTENUTI NEL LIBRO
La Catena della Costernazione (slow burn)
Il triste canto (Pinkfinger)
G.O.A. (cameo numero 1)
E tutto quello che accadde poco prima (Ora Apocalisse)
Nonne
La repubblica di salo
Segugi e sottocani
Monparnaso (cameo numero 2)
Il sacrificio dell'Uomo Forte
La grande mela
Fatalità (o negligenza?) notturna sul mare
Settembre!
Molly l'osso duro
Zenzenzenouvrelechien
Caffè e Renée
Remakes (Cigoli)
Un van Gogh di dubbia attribuzione (cameo numero 3)
Néttàre di primavera (INA-Gadda dà vida)
Il nostro compagno di banco
L'invenzione della memoria
Infinire (A m'arcord brisa)È POSSIBILE ACQUISTARE QUESTO LIBRO SU:

Lampi di stampa

Internet Bookshop IBS

Unilibro

webster.it
«I n progresso
LEGGI e/o SCARICA la prima parte di
Yaşasın — (Romanzo?).
Mauro Pascolat
La paralisi del linguaggio fra i tentacoli della polipo fiction.
L'ispettore Red Dick era soltanto un ostaggio del linguaggio, ma, come la maggioranza sentenziosa, non ne aveva granché coscienza. Non che una sua presa l'avrebbe salvato dalle avventure predestinategli; ma di certo una presina lo avrebbe aiutato a togliere qua e là una castagna dal fuoco.
Data questa dichiarazione, ha inizio l'odissea di indugi del "quasi-personaggio" Red Dick, che, in particolare nella prima parte di questa sua "scombuiata avventura", si traduce nel paradosso-ossimoro di una logorroica afasia — ovvero in una sostanziale paralisi linguistica del protagonista, bloccato dall'incapacità di passare dalla pedante prassi di controllore delle proprie parole e di quelle dei suoi interlocutori, ad un'attività comunicativa vera e propria, inibendo in tal modo l'azione drammatica. A tanta sciagura della parola, si assommano grotteschi episodi di tragedia motoria, all'origine dei quali, tuttavia, c'è sempre il dualismo mente/parola-corpo (per la sua natura primitiva e "magica", il linguaggio può influire sulla cosa nominata, determinarla... L'ispettore, inoltre, è alla ricerca delle proprie componenti sensoriali): poco per volta, per aver infranto — involontariamente o maldestramente—, i propri tabù, egli verrà punito (si autopunirà) con la perdita di interi pezzi del corpo, fino a scomparire "fisicamente", creando con ciò quello che il suo assistente-angramma, lo stolidamente intuitivo (com'è ovvio tanto nei manierismi di genere che nelle parodie) Id Dreck, percepisce come un caso da risolvere. E lo risolverà.
Ma anche l'ispettore dovrebbe risolvere qualcosa, se non altro per giustificare la pretesa impronta poliziesca del racconto: invero finirà per risolvere due casi strepitosi e un terzo — senza averne però coscienza — da far impallidire Dan Brown per le sue implicazioni pseudomitologico-complottologico-cospirazionologiche (episodi che non compaiono in questa prima parte unicamente per il fatto che di ciò si tratta nella seconda parte, al momento arenatasi ad un importante snodo affabulatorio: be', un trionfo, in un certo senso...).
Ci si aspetta da Red Dick un'indagine sul suo più pericoloso e sfuggente nemico, per altro il pericolo-nemico n° 1 del romanzo, vale a dire l'autore stesso, colui che si è perfidamente inventato un "autore empirico" cui imputare i naufragi di Red Dick errante nel suo viaggio in un universo esuberante di distorsioni nell'articolazione dei suoni e di esitazioni del discorso; un universo sempre sul punto di essere creato e, pertanto, comico.
Per sapere se questa indagine verrà svolta e avrà successo, è fondamentale leggere (sic!) la prima parte di Yaşasın; forniamo tuttavia un indizio (presente nel racconto in infingarda forma di nota a piè di pagina):Salve! Sono Martire Di Cogliano, il cosiddetto "autore empirico" della scombuiata avventura ecc. Riporto a piè di pagina, a titolo extradiegetico, un dialogo cassato dal testo diegetico.
Id Dreck: "(...). Mi vien fatto di pensare che queste nostre avventure non avranno un lettore..."
Red Dick: "Non pensi del tutto male, Id. Alla base di tutto questo artificio c’è un mistero palese: a chi zacco potrebbe interessare una simile narrazione, un siffatto bacile di acqua calda? Parrebbe che noi si volesse esibire notevoli intuizioni narratologiche (mentre parlo, oltretutto, mi sento bruciare dalle fiamme che ardono sulla circonferenza del pretenzioso cerchio infuocato che mi circonda, mi vedo un Narciso abbrustolito assordato dai ritorni impietosi della sua Eco [la ninfa]), mentre altro non siamo che appunti di un passatempo del nostro artefice. Ripeto: chi zocca potremmo illuderci di beneficiare con i nostri abissali invettamenti di navigato dilettantismo? Forse, anzi certamente, il nostro autore empirico. Tutto di noi è oltremodo ostico, antipatico e avvilente. Siamo indegni finanche, credo, di essere ospitati nelle pagine di una pubblicazione APS. Non troveremmo spazio nemmeno in un cenacolo-tenda di qualche "Estate in piazza" e segue nome di cittadina, le cui notti sono infestate da poeti sperimentali che al suono di sottofondo di un Korg mettono il sale sulla coda a un pubblico imbubbonito di abbronzature..."
Id Dreck: "Potremmo definirci dei s*e*g*a*i*o*l*i?"
Red Dick: "Volendo..."
Scarica / leggi la prima parte del romanzo (?) in formato .pdf